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IMPIANTISTICA, RISTRUTTURAZIONI E SERVIZI

immobiliari e commerciali

 

 

Poche MA IMPORTANTI regole da seguire per avere una casa sicura e alcuni consigli su come fare per attuarle

 

 

Casa dolce casa

La famiglia cibernetica
  Come avere una casa sicura Poche regole per guardare la TV
  Sicurezza in cucina L'ufficio in casa
  Casa sicura, vacanze spensierate Ristrutturazione senza sorprese
  Le fughe di gas Luci della mia casa
  Ma il tuo impianto elettrico è a norma? Che freddo fa
  L'inquinamento elettromagnetico Ma che caldo fa!
  Le sostanze pericolose in casa Il silenzio è d’oro

 

 

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Casa dolce casa

 

 

Non sempre si può dire che l’abitazione nella quale viviamo sia un “rifugio sicuro”. Numerose sono infatti le insidie che si annidano tra le mura domestiche senza che ce ne accorgiamo. Il fumo, le sostanze rilasciate da mobili, parati, moquette, la presenza di camini e stufe a gas, i prodotti detergenti per la pulizia della casa rappresentano tutti un rischio più o meno elevato di inquinamento domestico subdolo col quale veniamo a contatto tutti i giorni senza rendercene conto.

L’inquinamento domestico

Innanzitutto, la formaldeide. Si tratta di una sostanza piuttosto pericolosa, che viene rilasciata nell’ambiente circostante anche a causa dell’usura, dell’umidità o del caldo anche a 5 anni dalla lavorazione. La ritroviamo nelle colle per attaccare mattonelle, parati, moquette, parquet e nella maggior parte dei mobili di truciolato o di compensato che arredano le nostre case. Quando il tasso di concentrazione è alto, questa sostanza provoca bruciore agli occhi e irritazione alle vie respiratorie. L’esposizione prolungata alla formaldeide potrebbe portare anche all’insorgenza di malattie di una certa rilevanza.

Altre sostanze nocive sono il benzene, rilasciato nell’ambiente dalla plastica, dalle vernici e dall’inchiostro (l’utilizzo prolungato della fotocopiatrice è infatti una delle cause maggiori del rilascio di benzene nell’aria), l’ozono, anch’esso rilasciato soprattutto dai toner delle fotocopiatrici, e il radon, un gas radioattivo che ristagna soprattutto nelle parti basse degli edifici (per questo è importante che gli edifici abbiano un ottimo impianto di ventilazione sopra le fondamenta).
Se in casa non c’è un impianto di riscaldamento centralizzato o autonomo con termosifoni, bisogna fare attenzione all’utilizzo di stufe. Quelle a gas, a cherosene e a carbone bruciano molto ossigeno, quindi è d’obbligo aerare la stanza molto spesso; quelle elettriche ad incandescenza (con le resistenze che si accendono) sono potenzialmente pericolose perché le resistenze sono esposte e a contatto con oggetti come l’arredamento o la tappezzeria potrebbero infiammare.

Da preferire quindi le stufe elettriche ad aria calda da far installare ad un tecnico specializzato per il controllo dell’amperaggio. Chi invece ha in casa un camino deve fare attenzione soprattutto alla sua accensione, che può essere effettuata con appositi prodotti per rendere più facile e rapida questa pratica, e alle scintille eventuali che possono fuoriuscire ed infiammare tappezzeria o tappeti. È bene, quindi, in questi casi, utilizzare un parascintille (anche in vetro temprato resistente alle alte temperature) e non usare mai liquidi infiammabili per accelerare l’accensione del fuoco.


 L’elettricità e gli elettrodomestici

L’elettricità facilita molte delle incombenze domestiche e ormai senza corrente elettrica non potremmo neanche immaginare di compiere alcune mansioni. Però, l’elettricità rappresenta un potenziale pericolo per tutti i componenti della famiglia, soprattutto per i più piccoli.
La prima conseguenza negativa è la creazione di campi elettromagnetici all’interno delle stanze dove vivono i componenti della famiglia. Le radiazioni che vengono emesse dagli elettrodomestici, dalla televisione, dal computer sono deleterie per le cellule del nostro organismo.
Ricordiamoci, quindi, di tenere televisione e computer lontano almeno dalla stanza da letto e, quando non li usiamo, di togliere la spina, perché spegnere l’interruttore non basta a neutralizzare gli effetti negativi dei campi elettromagnetici.

Per quanto riguarda la sicurezza degli impianti elettrici, ora ci sono degli accorgimenti tecnici, diventati obbligatori da qualche anno: la messa a terra e il salvavita garantiscono, almeno nella maggior parte dei casi, la sicurezza degli abitanti di una casa.
La messa a terra consiste in un terzo filo di colore giallo-verde che scarica la tensione nel terreno, evitando così, o perlomeno riducendo i rischi di prendere una scossa. Molti, artigianalmente, hanno posto la messa a terra sui tubi dell’acqua: niente di più sbagliato; in caso di scarica, infatti, si rischia di prendere la scossa perfino toccando il rubinetto.

Il salvavita, o differenziale, è un dispositivo che si interpone tra l’interruttore generale e le prese di casa e che stacca automaticamente il passaggio della corrente elettrica qualora vi sia un sovraccarico di tensione dovuto ad un guasto oppure ad una scossa, impedendo così la folgorazione.


Il gas

Il terrore comune a tutti gli abitanti di una casa è rappresentato dalle fughe di gas, sia esso della bombola o gas di città. Va quindi posta particolare attenzione all’utilizzo di cucine, caldaie, stufe e quant’altro possa essere alimentato a gas. Purtroppo, non sono una rarità, nella cronaca nera, incidenti domestici o addirittura crolli di intere palazzine dovuti a fughe di gas incontrollate a causa di rubinetti, tubi o apparecchi difettosi.
La normativa vigente obbliga la manutenzione dei tubi e delle caldaie almeno ogni anno e l’ubicazione di queste ultime in locali aerati, se non addirittura sul balcone di casa per impedire che eventuali fughe possano provocare disastri.


Qualche consiglio

Contro l’inquinamento domestico:

  • utilizzare sempre mobili in legno naturale e non truciolato o compensato;
  • lasciar aerare i locali appena riverniciati prima di soggiornarvi;
  • far aerare le stanze della vostra casa in modo da limitare al minimo il caldo e l’umidità e, di conseguenza, la fuoriuscita di formaldeide;
  • far cambiare spesso l’aria delle stanze soprattutto d’inverno, quando, per il freddo si tiene tutto chiuso e la presenza di stufette e camini può “rubare” ossigeno alla vostra famiglia.

Per un corretto uso degli elettrodomestici:

  • togliere la spina agli elettrodomestici, televisore e computer compresi, prima di andare a letto; se possibile, evitare di tenerli nella stanza da letto vostra e dei bambini;
  • far controllare gli elettrodomestici dopo anni di utilizzo perché l’usura potrebbe averne alterato il buon funzionamento;
  • fate controllare l’impianto elettrico se è molto vecchio e fatelo rimodernare e mettere a norma; tenete le prese non troppo basse e coperte dagli appositi copripresa di gomma se ci sono bambini in casa;
  • controllate la funzionalità delle prese; se notate scintille, pezzi rotti o quant’altro possa rappresentare un potenziale pericolo, è bene chiamare un elettricista e far riaggiustare quello che non funziona più;
  • evitate di collegare su una sola presa elettrodomestici che assorbono troppa corrente; se proprio avete bisogno di attaccare più spine su un’unica presa, utilizzate soltanto le ciabatte; evitate anche l’utilizzo di prolunghe;
  • evitate di collocare prese e fili elettrici in prossimità di tende, divani, coperte, tappeti ed altra tappezzeria;
  • evitate accuratamente di utilizzare elettrodomestici a piedi nudi o con le mani bagnate;
  • non togliete la spina da una presa tirando il filo perché potrebbe causare il distacco della presa dal muro ed un conseguente corto circuito.

Contro le fughe di gas:

  • chiudete il rubinetto del gas ogni sera o almeno in previsione di lunghe assenze da casa;
  • fate controllare il tubo del gas e la caldaia almeno una volta all’anno da un tecnico specializzato;
  • fate installare delle valvole di sicurezza nella cucina in modo da bloccare qualsiasi eventuale fuga di gas;
  • nel caso di fughe, spalancate le finestre per far uscire il gas;

se sentite puzza di gas, chiudete immediatamente il rubinetto e uscite di casa; non toccate interruttori, né telefono, ma chiamate da un telefono esterno il pronto intervento.

 

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Come avere una casa sicura

Il nostro rifugio deve essere accogliente, ma anche pratico, arredato in modo che risulti confortevole e salutare. Tanto per cominciare, bisognerebbe utilizzare materiali disponibili sul posto e, soprattutto che abbiano subito pochissimi, meglio se nessuno, processi di lavorazione; bisognerebbe inoltre limitare l’uso di colle, vernici, solventi e riscaldamento; in alternativa si può scegliere di installare dei pannelli solari per l’energia. Infine, limitato deve essere anche l’uso di elettrodomestici, computer, telefonini e tutto quanto sviluppi elettrosmog. Ma vediamo i vari ambienti in particolare e le caratteristiche che devono avere.

 

In cucina

I mobili della cucina devono essere preferibilmente di legno massello, non in compensato, né in truciolato, perché questi ultimi sono assemblati con colla alla formaldeide che, con una lunga esposizione al calore, si disperde nell’aria; inoltre, essi non hanno la resistenza e la durata dei mobili in legno. Preferite, se possibile, un pavimento in linoleum costituito di iuta, resina e caucciù, quindi naturale, perché è idrorepellente ed è facile da pulire.
Posizionate il piano cottura quanto più vicino alla finestra, così potrete limitare l’uso della corrente ed aerare quando occorre (fughe di gas, odori sgradevoli). Tenete scostato il frigo dagli altri mobili e dal muro, in modo che la ventola del motore possa raffreddarsi facilmente.


Nel salotto

È il luogo del relax, dove si può leggere, intrattenersi con gli amici, gustare insieme ad altri un buon boccone, quindi facciamo in modo che sia veramente un luogo per rilassarci. Bando al televisore, innanzitutto, perché non permette di avere con gli altri un dialogo sereno e a sgabelli e sedie rifiniti con il metallo perché favoriscono l’instaurarsi di campi magnetici. Utilizzate coperture naturali per i divani, come il cotone, il lino, la seta e ponete i divani sempre l’uno di fronte all’altro per facilitare la comunicazione; per il pavimento, meglio un bel parquet o un pavimento in marmo, magari coperto da uno splendido tappeto; no invece alla moquette che è un ricettacolo di muffe ed acari; se ne avete la possibilità, fatevi costruire un camino in un angolo: oltre ad essere un luogo di ritrovo intorno al quale riunirsi, vi permette di usufruire del suo calore, che è del tutto naturale.
Se nella stessa stanza andrà anche il tavolo da pranzo, sceglietelo tondo, in modo da far sentire i convitati tutto allo stesso livello (ricordate i cavalieri della tavola rotonda?).


Nella stanza da letto

Se pensiamo che spendiamo un terzo della nostra vita a dormire, capiamo molto facilmente come sia importante il riposo e, di conseguenza, la stanza in cui questo riposo ha luogo. Cercate di ridurre all’essenziale l’arredamento, eliminando anche l’armadio, se potete permettervi di avere uno spazio dedicato ad esso fuori dalla stanza da letto; preferite il parquet per il pavimento, che dà una sensazione di calore, evitate qualsiasi cosa possa sviluppare campi elettromagnetici, anche i caricabatteria dei cellulari che, oltre a far male, impediscono un buon sonno. Per quanto riguarda il letto, scegliete di preferenza una rete a doghe in modo che si adatti alla schiena perfettamente, un materasso in lattice, asettico ed antibatterico, capace di tenere lontani anche gli acari, un cuscino in lattice o imbottito di fiori secchi (è l’ultima novità), coperte in lana merinos e lenzuola e pigiami/camicie da notte di cotone o lino.


In bagno

Innanzitutto, prevedete la posizione del bagno vicino alla stanza da letto, ma lontano dalla cucina. I rivestimenti, che dovrebbero essere alti almeno per i due terzi delle pareti, devono essere rigorosamente in ceramica e non in argilla e materiale sintetico, altrimenti le mura non respirano e l’umidità di accumula.
Per quanto riguarda il pavimento, anche qui l’ideale sarebbe il linoleum. Evitate accuratamente di utilizzare il granito per soglie e mensole, perché potrebbe avere residui di radioattività, preferendogli invece il marmo. Se avete lo spazio, per rilassarvi niente di meglio che una vasca idromassaggio. Evitate accuratamente anche la presenza di phon, rasoi elettrici e tutto quello che a contatto con l’acqua genera corti circuiti. Un tocco particolare viene dalla presenza delle piante, poiché il bagno è il luogo ideale per il loro e per il vostro benessere: loro avranno una crescita splendida, voi vi ossigenerete di più.

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Sicurezza in cucina

La cucina è l’ambiente più "abitato" della nostra casa e, paradossalmente, anche il più pericoloso. Sono tanti i rischi che si possono correre se la distrazione prende il sopravvento: gas, elettricità ed elettrodomestici, prodotti detergenti e posate rendono la cucina un vero e proprio “campo di battaglia”. Basta, però porre attenzione a qualche piccolo accorgimento per renderlo un ambiente del tutto sicuro.

 

I consigli che seguiranno valgono per tutti, ma a maggior ragione se si hanno bambini in casa, poiché sono loro le persone più a rischio, non riuscendo a valutare la pericolosità delle azioni che si apprestano a compiere.

Se si possiede una cucina nuova, questa avrà senz’altro una valvola che automaticamente interrompe l’erogazione del gas quando la fiamma si spegne; negli altri casi, sarebbe bene che ci si fornisse in tal senso, in modo da essere al sicuro da eventuali fughe.

E’ importante tenere fuori dalla portata dei bambini tutti gli utensili pericolosi alla loro incolumità: coltelli, forchette, sacchetti di plastica, detergenti per la casa e per l’igiene personale, stoviglie di ceramica e/o vetro, alcolici e quant’altro possa rappresentare in generale un pericolo per i più piccoli; in genere, è preferibile no lasciare mai un bambino da solo in cucina per molto tempo.
Quando si cucina, è sempre bene evitare di lasciare incustoditi i fornelli, perché l’acqua che bolle potrebbe fuoriuscire e spegnere la fiamma, lasciando uscire il gas; inoltre, potrebbe essere pericoloso per i bambini, che, se alti abbastanza, potrebbero raggiungere la pentola, o ancora peggio le padelle con olio bollente, e provocarsi ustioni anche molto gravi.

Bisogna fare attenzione anche a ciò che si utilizza mentre si cucina; spesso, rotoli di carta da cucina oppure strofinacci vengono posti troppo vicino ai fuochi, provocando fiammate pericolose ed incendi; lo stesso vale per gli abiti: nastrini, volant e maniche svasate sono un’ottima preda delle fiamme della cucina a gas e rischiano di far prendere fuoco il capo che indossate.

E’ consigliabile anche verificare sempre l’integrità degli elettrodomestici in cucina (ma questo vale anche per il resto della casa) e dei cavi di alimentazione; eventualmente, è consigliabile portare l’apparecchio in riparazione o, se ancora in garanzia, in sostituzione dal negoziante.
E’ bene evitare l’uso di fili volanti, perché potrebbero favorire cadute o perché, se passano sui fornelli, potrebbero andare a fuoco; è sempre meglio farsi installare più prese lungo il piano di lavoro.

Bisogna sempre evitare di utilizzare gli elettrodomestici, soprattutto il ferro da stiro o altri piccoli elettrodomestici, a piedi nudi o con mai e/o piedi bagnati; il rischio di folgorazione è sempre in agguato in questi casi; va anche messo a norma l’impianto elettrico, con un salvavita che possa ridurre al minimo eventuali episodi del genere.
Se gli elettrodomestici si riscaldano (ad esempio, il ferro da stiro) è sempre meglio lasciare che si raffreddino prima di riporli e di arrotolarvi sopra il cavo di alimentazione.
Quando si stira, per rabboccare il ferro è sempre utile staccare prima la spina e lasciar raffreddare un pochino prima di aprire la manopola del serbatoio per lasciar uscire il vapore.

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Casa sicura, vacanze spensierate

 

 

Non sono soltanto i ladri ad attentare alla spensieratezza delle vostre vacanze. Ci sono ben altri e più antipatici nemici, come allagamenti, cortocircuito, saturazione di gas, muffe, invasioni di insetti, piante avvizzite, tappeti mangiati dalle tarme… Tutti questi nemici possono essere sconfitti prima ancora che si presentino, attuando qualche accorgimento in più prima di lasciare il “vostro nido” tutto solo.
 

 

Prima di andare via…

  • …staccate il quadro centrale della luce per evitare eventuali cortocircuito, sbalzi di tensione ed accumulo di onde elettromagnetiche. Se proprio non potete perché avete inserito l’antifurto, allora procedete a staccare la spina di tutti gli elettrodomestici che non verranno utilizzati in vostra assenza (TV, impianto stereo, scaldabagno piccolo o grande, forno, lavatrice, lavastoviglie). Se pensate di lasciare funzionanti frigorifero e congelatore, assicuratevi, per l’uno, che non vi siano cibi facilmente deperibili in scadenza, e, per l’altro, che non sia troppo pieno, cosi che un’eventuale mancanza di energia elettrica e scongelamento non vi costringa a gettare troppe cose;
  • …chiudete l’acqua agendo sulla manopola del contatore centrale oppure, nel caso abbiate un sistema di irrigazione automatico con timer, agite solo sulle manopole di cucina e bagno. Se, invece, decidete di lasciare l’acqua aperta, ricordate di controllare i rubinetti in modo che non perdano, di asciugarli per evitare la formazione di calcare, di coprire lo sciacquone per evitare che vengano a farvi visita degli insetti;
  • …chiudete la manopola del gas agendo sulla manopola del contatore centrale, spegnete anche la caldaia;
  • …per le vostre piante d’appartamento acquistate dell’acqua sintetica, che sostituisce l’irrigazione di 30 giorni; se avete un impianto di irrigazione per il giardino, assicuratevi che le bocchette siano libere da qualsiasi ostruzione ed evitate ristagni d’acqua nei sottovasi, che attirano le zanzare e fanno marcire le piante;
  • …lasciate le finestre semiaperte per il ricambio d’aria. Questo per evitare l’accumulo di sostanze tossiche esalate dai mobili o dalla posa dei pavimenti di casa, la proliferazione di batteri in ambienti umidi, la formazione di cattivi odori;
  • …se avete dei tappeti, puliteli con l’aspirapolvere e copriteli con fogli di giornale e cubetti di canfora, avvolgendoli e riponendoli nel luogo più fresco di tutta la casa; in questo modo eviterete che i tarli ne facciano un lauto pasto.

Ma se avete paura dei ladri…


Se il vostro principale timore è la visita dei ladri, allora ricorrete ad un antifurto di quelli installati da professionisti o, in alternativa, quelli che si mettono in casa senza fili e senza installazione. Qualche piccolo trucco in più potrà scoraggiare i topi d’appartamento. Innanzitutto, non fatevi pubblicità prima di partire; chiedete al portiere, o a un vicino che resta in città, di prendere la posta per voi ed innaffiare le piante; cambiate messaggio della segreteria facendo credere che siete fuori per poco durante la giornata. Se avete una cassaforte, prima di partire metteteci un mobile davanti al posto del solito quadro oppure spostate in banca o in un posto “strano” i vostri oggetti preziosi. Un altro deterrente è quello di inserire dei martelletti alle finestre che impediscano di alzare le tapparelle e se volete proprio esagerare installate un sistema che accende e spegne le luci della vostra casa a determinati orari, così tutti crederanno che siete ancora lì.

 

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Le fughe di gas

 

In natura si trova nelle falde acquifere, nei materiali vulcanici e nel sottosuolo e, discendendo direttamente dall’uranio, può rivelarsi fortemente dannoso alla salute se in concentrazioni alte. Stiamo parlando del gas radon, un gas nobile radioattivo, prodotto dalla disintegrazione dell’uranio. Quando il radon fuoriesce dal sottosuolo nell’ambiente non c’è pericolo, poiché le sue concentrazioni sono molto basse e si mescolano all’aria circostante. Il problema reale, invece, si pone quando il gas radon si concentra in un ambiente chiuso, accumulandosi con il passare del tempo

 

Le sorgenti di gas radon


I luoghi più comuni in cui il gas radon è contenuto sono il suolo, l’acqua ed i materiali da costruzione. Il radon nel suolo si forma per decadimento del radon226. Esso si sposta nel terreno per convezione o diffusione, trasportando il gas nello spazio di centimetri o al massimo metri, oppure per l’azione di un fluido (liquido o gas), che può trasportarlo anche per chilometri. Chiaramente, perché il radon si sposti, è necessaria una certa permeabilità del terreno, alcune caratteristiche geologiche e l’eventuale presenza di acqua. Ad esempio, un terreno ghiaioso o carsico permetterà una buona permeabilità, mentre un terreno argilloso, soprattutto se con alta umidità, potrebbe rappresentare una barriera naturale alla fuoriuscita del gas radon.

Il radon è leggermente solubile in acqua; questa caratteristica lo rende pericoloso poiché può essere presente nell’acqua che si insinua nelle rocce o nelle sabbie. La solubilità del radon è inversamente proporzionale alla temperatura dell’acqua: minore è la temperatura, maggiore è la solubilità. Non allarmatevi: l’acqua potabile che esce dai rubinetti di città è poco solvente per il radon perché, nel processo di purificazione e di trasporto, viene spesso rimescolata per ridurre la minimo la possibilità di una contaminazioni.

I materiali da costruzione possono contenere quantità variabili di radon. Probabilmente essi sono la fonte di emissione di radon più comune e, quindi, più pericolosa. Infatti alcuni materiali, come il tufo o la pozzolana, presentano alte concentrazioni di uranio (da cui discende il radon); inoltre, essendo materiali da costruzione di immobili, possono riversare il radon all’interno di ambienti chiusi per lunghissimo tempo, dove le concentrazioni si accumulano giorno per giorno. Questo discorso vale anche per altri materiali, come il porfido e il granito.

Come ne risente la salute?
il primo a riportare quali erano gli effetti dannosi del radon sulla salute dell’uomo fu nientemeno che Lucrezio Caro nel De Rerum Natura. Egli parla dei danni ai polmoni dei minatori, subiti a causa di un gas che proveniva dal sottosuolo. È soltanto nel Quattrocento, con lo sfruttamento massiccio delle miniere, che i primi cenni di danno all’apparato respiratorio dei minatori furono presi seriamente in considerazione. La registrazione di malattie polmonari gravi si andò intensificando con il passare dei secoli, e con l’aumento delle miniere. Alla fine dell’Ottocento due medici tedeschi determinarono che questa malattia, che attaccava i polmoni, era un cancro polmonare. Dopo questa affermazione si è cominciato a studiare il rapporto tra questa malattia e l’emissione di gas radon. Nel 1950 uno studio radiologico ha confermato l’ipotesi che i prodotti di decadimento del radon possono provocare patologie tumorali.


 

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Ma il tuo impianto elettrico è a norma?

 

Messa a terra, salvavita, dispersore, sono tutti vocaboli che avete sentito quando si parla di impianto elettrico. Ci sono delle leggi molto specifiche che tutelano l'incolumità di chi vive in un appartamento, o di chi lavora in un negozio o ufficio, proteggendolo da eventuali scosse. Partiamo innanzitutto dalla normativa.

 

 

Cosa dice la legge?
La legge principale che garantisce la nostra incolumità è la legge 46 del 1990. Nell’articolo 7, comma 3 si afferma che: tutti gli impianti realizzati in data precedente al decreto vanno adeguati entro tre anni dall’uscita della legge; questo adeguamento è esiste in relazione alle normative CEI.
Ci sono però delle deroghe, che riguardano quegli impianti che si possono considerare già a norma e che presentano questi requisiti: la protezione contro i contatti diretti e indiretti, il salvavita, il sezionamento e la protezione contro le sovracorrenti. La data ultima di adeguamento degli impianti preesistenti è stata il 31 dicembre 1997, per i locali ad uso commerciale, ed il 31 dicembre 1998 per le abitazioni e gli stabili in generale.

Tre tipi di messa a terra
Si chiamano dispersori quei tubi (solitamente in ferro zincato) sui quali viene “scaricata” la corrente. Essi sono lunghi circa 2 metri ed hanno un diametro che varia tra 4 e 10 millimetri. Hanno ad un’estremità un cono chiuso che viene infisso nel terreno per scaricare appunto “a terra”. Solitamente vengono costruiti all’interno di muri in mattoni o in cemento in modo che sia poi facile effettuare i controlli di routine.
Si chiamano conduttori di collegamento i fili che attraversano tutto lo stabile per raggiungere il dispersore in terra e si fermano all’ingresso di ogni abitazione. Da qui, poi, si collegano ai conduttori di protezione, cioè i fili che percorrono tutto l'appartamento e che sono immediatamente riconoscibili perché spesso sono di colore giallo e verde. Comunemente vengono anche chiamati i "fili di terra".

Ricordatevi che chi viene a casa vostra a realizzare un impianto elettrico o a fare delle modifiche sostanziali, deve obbligatoriamente rilasciarvi un certificato di conformità alle normative vigenti. Sono esonerati da quest’obbligo soltanto le manutenzioni ordinarie, come la sostituzione di prese o pulsanti, di fili usurati o di protezioni guaste con altri del tutto uguali.

Dispositivi di sicurezza
Si tratta di tre particolari dispositivi che assicurano l’incolumità delle persone qualora si verifichi un sovraccarico di corrente o un contatto accidentale con i fili, le prese o qualsiasi punto luce della casa. Ci sono i conduttori di protezione, fili di terra che collegano l’impianto elettrico dell’appartamento alla messa a terra dello stabile, i dispositivi limitatori di corrente, che fanno immediatamente scattare il contatore in caso di sovraccarichi e infine i dispositivi differenziali, detti più comunemente salvavita, che staccano automaticamente la corrente. Questi ultimi sono obbligatori in ogni caso, anche in caso di impianto non adeguato alle nuove normative, e vanno controllati periodicamente. Si tratta di dispositivi estremamente efficaci ed importanti per l’incolumità personale. Se, ad esempio, c’è un contatto accidentale con fonti di corrente, questi dispositivi interrompono il flusso di corrente immediatamente o al massimo entro 2-3 secondi. Il loro stesso nome, salvavita, è garanzia di efficacia.

Gli elettrodomestici
Gli elettrodomestici sono anch’essi parte dell’impianto elettrico perché ne costituiscono "l'utenza" finale. Con il D.P.R. del 24 luglio 1996, gli elettrodomestici devono obbligatoriamente avere un marchio CE che ne certifichi la conformità alle normative vigenti. I fabbricanti di elettrodomestici, pertanto, sono obbligati a verificare che questi abbiano tutti i requisiti per poter ottenere il marchio di garanzia. Quando acquistate un nuovo elettrodomestico, quindi, fate molta attenzione a verificare l’esistenza di questo marchio e, in caso non ci sia, fatevi sottoscrivere dal commerciante un attestato di conformità.

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La famiglia cibernetica

 

È praticamente impossibile ai giorni d'oggi trovare una famiglia senza computer in casa. Spesso, anzi, i computer sono due, anche tre e tutta la famiglia si ritrova, o meglio si separa, per sedersi davanti al computer e chattare, giocare, navigare. Quella di oggi è una famiglia cibernetica, che, per lavoro o per passione, vive in simbiosi con il computer. Attenzione però, i pericoli sono in agguato!

 

L'approccio a monitor & co.

Chi usa il computer deve conoscere alcune particolarità nell'approccio con questo strumento che permettono di assumere posizioni ergonomiche e, quindi, di salvaguardare la salute dell'individuo. Innanzitutto, la sedia: meglio una poltroncina con braccioli, regolabile in altezza e con lo schienale anch'esso regolabile, da mettere in posizione inclinata; la postura deve essere rilassata ed impedire ai muscoli di contrarsi. Quando si è seduti, meglio appoggiare i piedi a terra per distribuire in maniera adeguata il peso. La scrivania deve dare la possibilità di posizionare gli avambracci a formare un angolo di 90°; possibilmente va posta accanto ad una finestra per sfruttare l'illuminazione naturale, ma in modo che la luce non sia né di spalle, né di fronte.
Posizionate la tastiera in modo che gli avambracci formino un angolo di 90°, magari poggiandoli sui braccioli della sedia o sulla scrivania; il monitor va posto ad altezza occhi, in maniera che non dobbiate alzare né abbassare lo sguardo in modo innaturale per guardarlo, ne va regolata la luminosità ed il contrasto e la distanza non deve essere inferiore a mezzo metro.
Quando utilizzate il mouse, innanzitutto posizionate il braccio il più vicino possibile al corpo e poi non storcete il polso, che va sempre tenuto in linea con l'avambraccio. Inoltre, cercate di alzarvi spesso dalla vostra postazione per fare un po' di esercizio alle dita e alle gambe; ogni 15 minuti sarebbe l'ideale. Evitate di porre altri apparecchi (cellulari, radio, telefoni cordless, ecc.) accanto al computer e/o monitor per allontanare lo spettro di un campo elettromagnetico troppo forte.


Per i più piccini

Se avete dei bambini in casa, questi accorgimenti si fanno ancora più rilevanti. Ma, oltre a questi, ci sono altre piccole accortezze da mettere in atto. Posto che il computer non va demonizzato perché non è affatto vero che con questo strumento si può solo giocare, provate a stimolare il bambino, ad esempio, a fare qualcosa di creativo con il computer, ad esempio a disegnare. Ci sono programmi adatti a bambini di tutte le età che permettono di stimolare la fantasia offrendo loro degli ambienti da riempire con personaggi o colorare a piacere.
Se gioca spesso, allora limitate il suo tempo davanti al videogioco preferito, cercando di fargli conoscere altri modi per divertirsi, per esempio invitando degli amichetti o stimolandolo verso uno sport.
Se poi è abituato anche a navigare in Internet, non accusate la rete di essere una trappola dalla quale deve assolutamente stare fuori; piuttosto, dimostrategli, guidandolo voi le prime volte, che il web può essere uno strumento utilissimo per ricerche scolastiche, per scoprire delle novità inedite sulla sua città, su qualche personaggio famoso, oppure un punto di incontro con altri bambini a partire dai siti sicuri.
Soprattutto, ricordate che il computer, come la televisione, non è cattivo: è l'uso sbagliato che lo rende tale.

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Poche regole per guardare la TV

 

Il campionato di calcio sta finendo, ma tra poco cominceranno le Olimpiadi e poi ci sono i bambini che, terminata la scuola, stanno per casa quasi tutto il giorno. La televisione è stata, in questo periodo, e lo sarà fino almeno alla fine dell’estate, un’alleata ed una compagna nei pomeriggi afosi quando il caldo forte non permette di mettere la testa fuori di casa. Ma anche per guardare la TV ci sono delle regole affinché il nostro corpo non ne risenta negativamente.

La posizione
La distanza dall’apparecchio è un parametro molto importante per non affaticare la vista e le articolazioni di schiena e testa. Non importa se sia un maxischermo oppure no, piatto, a cristalli liquidi oppure tradizionale; le regole da applicare sono sempre le stesse. Il televisione va messo ad un’altezza alla quale tutti sono in grado di fissare lo sguardo al centro dell’apparecchio e un po’ verso il basso (un tavolino, un carrello, il vano nella parete attrezzata sono i luoghi ideali dove porre il televisore). La distanza dall’apparecchio deve essere pari a 7 volte la sua grandezza. Tenendo conto che 1 pollice è uguale a 2.54 cm, se avete un televisore da 28 pollici dovrete mettere la TV ad una distanza di circa 5 metri.

L’illuminazione
L’ideale è un’illuminazione diffusa per rendere meno forte il contrasto tra il buio della stanza e le luminosità del televisore. Sconsigliato l’utilizzo di una luce dietro l’apparecchio, perché questo provoca degli aloni intorno ai margini della TV che rendono fastidiosa la visione; buona invece la scelta di un lume che proietti la luce sul soffitto. Se è pomeriggio, per vedere al meglio la TV è consigliabile abbassare le tapparelle in modo che la luce diventi omogenea.

Come sedersi
Posto che è sconsigliato guardare la TV durante i pasti (sebbene la maggior parte di noi faccia in realtà proprio così) perché, soprattutto se il programma è degno di attenzione o avvincente (un thriller, una partita di calcio, un programma particolarmente interessante) si mangia più del dovuto e non si assapora nulla, con la conseguenza di avere più fame ed una digestione più lenta, è sempre meglio avere alle spalle un buon appoggio.
Se sedete sul divano, assicuratevi che il cuscino non sia troppo morbido, perché affondando potreste assumere una posizione sbagliata con la schiena. Se sedete sulla sedia, assicuratevi di appoggiare la schiena allo schienale ed i piedi ben piantati a terra; questa posizione vi permetterà di non sdraiarvi e di mantenere una stazione eretta. Se sedete a terra, appoggiate la schiena contro una parete per non incurvarla e non incrociate le gambe, perché questa abitudine porta al ristagno della circolazione.

I bambini
Sarebbe meglio che i bambini al di sotto dei 3 anni non vedano assolutamente la televisione perché la loro vista è ancora molto delicata. Quelli più grandi invece dovrebbero osservare determinate regole: la TV va guardata per non più di un’ora di seguito oppure per due ore ma suddivise nell’arco della giornata almeno in tre volte. È buona norma stimolarli a fare qualcos’altro, del tipo giocare nella propria stanza, accompagnare voi o qualcun altro della famiglia a portare fuori il cane, a vedere degli amici che non sono ancora andati in vacanza, ecc. per evitare che si seggano davanti alla TV per troppe ore durante la giornata.

E se…
…vi bruciano gli occhi? Niente di meglio che una camomilla. Lasciatela raffreddare e poi fate degli impacchi sugli occhi; ritorneranno subito alla normalità.
…vi fa male il collo? Riscaldate una sciarpa con un phon ed avvolgetela intorno al collo; il calore vi donerà nuova scioltezza.
…le articolazioni sono bloccate? Scioglietele facendo qualche piccolo esercizio lentamente, magari ruotando la testa a destra e a sinistra alternativamente, alzando ed abbassando le spalle e distendendo le ginocchia e flettendole verso il busto.

In ogni caso, la regola fondamentale è il buon senso e la limitazione.

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L'ufficio in casa

 

Da molto ormai, il telelavoro ha preso piede nella maggior parte delle aziende, visti i vantaggi che le due parti in causa, datore di lavoro e lavoratore, possono trarne. Inoltre, i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia permettono di costruire dovunque il proprio ufficio. Sono soprattutto le donne che adesso scoprono questo nuovo modo di approcciare il proprio impiego, dedicando, contemporaneamente, più tempo ai figli, alla casa, alla famiglia in generale.

 

Il telelavoro

 

La possibilità del telelavoro, se da una parte limita i rapporti con l'azienda, dall'altra dà al lavoratore la possibilità di gestire gli orari ed i compiti come meglio può, integrandoli nelle sue altre esigenze quotidiane. Questa scelta, naturalmente, implica il "sacrificio" di una parte della propria casa da arredare come ufficio. Vediamo come.

L'esigenza basilare attorno cui ruota il telelavoro è ovviamente l'esistenza di un computer collegato ad internet. La potenza del computer sarà adeguata a ciò che dovrà essere la vostra attività (in pratica, se dovete soltanto scrivere dei documenti basterà una potenza limitata, se invece, ad esempio, avrete esigenze di grafica, allora dovrete scegliere un computer più potente). Se siete un lavoratore che viaggia molto, al posto di una postazione fissa potrete scegliere di acquistare un portatile; questo vi permetterà di avere un unico computer che potrete gestire al meglio. Infatti, i miglioramenti di prestazioni (hard disk più capienti, schede video e audio di ottimo livello, esistenza integrata di modem, connessione di rete locale, lettore DVD) li avvicina di molto agli home computer anche per quanto riguarda il prezzo.

Anche le stampanti, con l'avvento dell'home office, hanno conosciuto una svolta decisiva. In principio, le uniche stampanti utilizzate erano quelle a getto d'inchiostro, perché di parecchio più economiche delle laser, che venivano "riservate" ai grandi uffici; adesso, la discesa dei prezzi delle laser ha capovolto la situazione: considerato il prezzo delle cartucce e la qualità, di certo inferiore, delle getto d'inchiostro, molti lavoratori che utilizzano l'home office a tempo pieno hanno optato per una buona laser, spesso una multifunzione che gli serva anche da scanner, fax e fotocopiatrice, il tutto con carta comune.

A questo "paese di cuccagna" dell'home office vanno però aggiunti anche degli accorgimenti, senza i quali il telelavoro potrebbe trasformare la vostra casa in qualcosa di invivibile. Sembra chiaro che una parte della vostra casa verrà sacrificata per permettervi di avere una postazione da utilizzare come ufficio; decidere in quale ambiente attrezzare la postazione è una questione di primaria importanza. Se avete uno spazio da dedicare completamente a questo angolo, tanto meglio; spesso, però, le case non sono abbastanza grandi come vorremmo, allora bisogna scegliere il male minore. Se avete dello spazio, è sicuramente consigliabile non creare il piccolo ufficio nelle stanze da letto (a meno che non sia l'unico posto possibile) perché le radiazioni permangono a lungo nelle stanze e possono provocare intenso elettro-smog. Altre soluzioni potrebbero essere rappresentate dal salotto o, in ultima analisi, dalla cucina, ma solo se è veramente grande. Ricordate, inoltre, che creare un home office con tutti i mezzi necessari vuole anche dire avere cavi penzolanti e visibili.

Anche la scelta della scrivania è importante, soprattutto se le ore che passerete al computer saranno lunghe; scegliete una scrivania, compatibilmente con lo spazio a disposizione, che vi permetta di stendere ogni tanto le gambe e, soprattutto, che abbia spazio per poggiare eventuali libri di consultazione o documenti. Sistemate la scrivania accanto ad una finestra, in modo che la luce penetri di fronte o da sinistra; questo vi permetterà di avere una illuminazione naturale che, non soltanto vi farà risparmiare sulla corrente elettrica consumata, ma, cosa più importante, non affaticherà la vista, già provata dal monitor che avrete davanti. Inoltre, assicuratevi che la luce non provochi riflessi sul monitor e che abbiate una visione perfetta dello schermo. Posizionate i vostri strumenti di lavoro, cioè mouse e tastiera, nella maniera che vi renda più comodo lavorare: ponete la tastiera, ad esempio, a circa 10 cm dal vostro addome e poggiate sempre gli avambracci per evitare un superlavoro quando digitate e quando usate il mouse, pena l'insorgere di fastidiosi disturbi quali le borsiti (alle articolazioni delle dita) e la sindrome del tunnel carpale alla mano che utilizza il mouse.

Per sedervi, scegliete una poltroncina girevole, possibilmente dotata di braccioli per poggiare gli avambracci (utile soprattutto se non c'è molto spazio sulla scrivania), con lo schienale regolabile sia in altezza che in inclinazione, oppure uno sgabello ergonomico che "costringa" la schiena a stare dritta e non in una posizione innaturale. Assolutamente vietato piegarsi in avanti verso il monitor, innanzitutto perché affatica la vista e poi perché provoca dolori alle articolazioni, ai tendini, ai nervi e alla schiena in generale.

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Ristrutturazione senza sorprese

 

E' arrivato il momento di pensare ai lavoretti, piccoli o grandi, da fare in casa: bisogna sistemare il nuovo impianto idraulico, da cambiare i parati, da “rinfrescare” le pareti. Oppure c’è da rifare casa completamente, perché le esigenze di abitazione sono cambiate e quindi c’è bisogno di ridistribuire gli spazi.

 

In qualsiasi caso, la ristrutturazione dell’appartamento non è una faccenda da prendere sotto gamba. Innanzitutto bisogna avere chiaro i cambiamenti da effettuare. A questo scopo è utile consultare un architetto, che è in grado di notare dettagli che potrebbero sfuggire a chi non è esperto. In secondo luogo è necessario del tempo per poter valutare più di un preventivo per scegliere la prestazione migliore al prezzo più vantaggioso. Inoltre bisogna dare la propria disponibilità a seguire passo per passo i lavori che saranno intrapresi: la scelta dei nuovi sanitari, le piastrelle per bagno e cucina, i colori delle pareti o il disegno dei parati non sono dettagli. Si corre il rischio di trovarsi con un pezzo o con un colore non graditi, che possono provocarci dissidi o frustrazioni.

Una volta scelta l’impresa è importante concludere un contratto. Solitamente le imprese che si occupano di ristrutturazione lavorano a più ristrutturazioni contemporaneamente. Quindi è importante assicurarsi fin dall’inizio che gli operai abbiano un termine preciso entro cui consegnare i lavori. Nel contratto va indicato il costo totale, specificando il diritto del cliente ad essere informato se vi sono costi aggiuntivi o se si incontrano problemi, in modo da non trovarsi con un “esorbitante” extra da pagare. In assenza di contratto, è possibile far valere il preventivo. Solitamente esso è gratuito e può essere compilato a corpo o a misura: nel primo caso ci dà un prezzo forfetario sull’intera ristrutturazione, nel secondo caso è specificato in dettaglio il costo di ogni pezzo e della manodopera. Il pagamento va concordato prima della stesura poiché il cliente non è tenuto a pagare se non è stato informato in precedenza.
E se…
Se il contratto non viene rispettato per qualsiasi motivo, possiamo far valere questi nostri diritti nella rescissione o nella richiesta di risarcimento dei danni:

  • Ritardo nella consegna. Se gli operai o l’impresa ritardano nella consegna, il cliente può fissare un nuovo termine perentorio a cui attenersi; se la consegna non avviene entro il secondo termine, allora il cliente può chiedere la rescissione del contratto ed il risarcimento dei danni.
  • Cattiva esecuzione dei lavori. In caso di cattiva esecuzione dei lavori richiesti, cioè non a norma o che non raggiungono l’obiettivo concordato, il cliente deve inviare una contestazione scritta all’impresa. L’accettazione, anche tacita, del lavoro sgrava l’impresa da ogni responsabilità. È quindi molto importante che il cliente segua i lavori per poter bloccare subito eventuali deviazioni dagli accordi.
  • Vizi occulti dopo la consegna. In questo caso si dispone di otto giorni di tempo per effettuare la contestazione per iscritto all’impresa. Inoltre entro un anno è possibile comunicare per iscritto una delle tre richieste possibili: eliminare a spese dell’azienda i difetti contestati, diminuire il prezzo pattuito in proporzione, risolvere il contratto con la restituzione della somma sborsata ed il risarcimento dei danni.

Solitamente le controversie sul prezzo spuntano quando non c’è un contratto scritto oppure se, fuori dal preventivo, vengono effettuati degli altri lavori richiesti dal cliente ma senza che l’impresa ne specifichi il prezzo. Il cliente può quindi bloccare il tutto e far verificare il prezzo richiesto secondo le tariffe professionali esposte alla Camera di Commercio. In assenza di tariffe professionali di riferimento, è possibile ricorrere al Giudice, che compie una valutazione sul danno e sul lavoro necessario, quindi emette un verdetto con il costo.

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Luci della mia casa

 

Che l'illuminazione sia fondamentale all'interno degli ambienti è ormai cosa risaputa; che una buona illuminazione favorisca una visione ottimale anche. Quello che forse tutti non sanno è che ogni ambiente della propria casa ha una sua maniera di essere illuminato, non solo per ottimizzare le stanze abitate e per risparmiare energia, ma anche per creare un'atmosfera particolare, per mettere in risalto un quadro o un mobile antico o un semplice accessorio che la padrona di casa vuole mettere al di sopra degli altri.
 

 

Cosa scegliere

Non è un caso che le lampade siano l'ultima cosa che viene acquistata quando si mette a nuovo un'abitazione. Esse, infatti, devono amalgamarsi con estrema cura nell'ambiente in cui andranno poste, quindi c'è bisogno che l'arredamento sia pressappoco definitivo.
Chiaramente, il principio fondamentale secondo cui vengono scelte le lampada è il design, ma anche la sicurezza ed il risparmio energetico giocano un ruolo essenziale nell'acquisto. Infatti, lampade a marchio IMQ, che sono state sottoposte a più di 200 controlli, saranno di certo più sicure e quelle che permettono agganci con lampadine a risparmio energetico ovviamente saranno più appetibili. Inoltre, bisogna fare attenzione anche al tempo in cui le lampade restano accese e alla massima potenza che supportano.


Le stanze

Abbiamo detto che ogni stanza ha di preferenza un suo tipo di luce. Vediamoli insieme. Nella cucina, ad esempio, la luce deve essere generale con qualche faretto che punti sui fornelli e sul piano di lavoro da accendere all'occorrenza; per queste zone vanno bene anche illuminazioni a fluorescenza da porre perfino in piccole nicchie ricavate dal soffitto o dalle pareti. Nel bagno, invece, vanno benissimo la solita plafoniera centrale ed una luce accanto allo specchio posto sul lavandino; anche nel caso dello specchio, i faretti sono l'illuminazione preferita. Nel corridoio è preferibile adottare una luce calda, che accolga eventuali ospiti, emanata da appliques posti sulle pareti; se avete un quadro particolare che volete mettere in risalto, il faretto è sempre la soluzione migliore.

La stanza da pranzo va di preferenza illuminata con un lampadario centrale (o due a seconda della grandezza della stanza), che proietti la luce sul tavolo, magari abbastanza grande e con doppio interruttore, in modo che si possa scegliere quante lampadine accendere a seconda dei commensali. Se avete punti con oggetti in cristallo o qualche quadro che ritenete abbia bisogno di essere messo in evidenza, non dimenticate i faretti. Il soggiorno va invece illuminato a spot, cioè a zone, in modo che ognuna di queste possa essere illuminata all'occorrenza per mangiare, giocare, chiacchierare con gli amici sul divano, guardare la TV, ecc. Preferenza, quindi, ad appliques, faretti ed eventualmente un lampadario centrale ma non troppo grande e senza troppe lampadine. Anche la camera dei ragazzi andrebbe illuminata a zone, con un lampadario centrale ed una buona illuminazione della zona studio, magari con lampade alogene con bracci regolabili. La stanza da letto, infine, potrebbe essere illuminata dai tradizionali quattro elementi: lampadario centrale, lampada da cassettone ed i due abat-jour per i comodini.


Qualche consiglio per il fai-da-te

Se il marito si dedica al bricolage o se la moglie ama occuparsi lei stessa dei piccoli oggetti di casa, può essere simpatico montare gli accessori per l'illuminazione da soli. È importante, però, farlo sempre in tutta sicurezza. Qualche consiglio potrà essere d'aiuto per tenere a mente delle semplici norme contro gli infortuni in casa. Innanzitutto, se dovete cambiare una lampadina, fatelo sempre dopo aver tolto la spina dalla presa; sostituitela sempre con un voltaggio non superiore a quello consigliato perché potrebbe provocare uno scoppio o un corto circuito e, in ogni caso, non lasciate mai l'abat-jour senza lampadina, soprattutto se avete bambini piccoli, perché le loro dita si infilano veramente dappertutto. Allontanate sempre le spine ed i fili della corrente da tende, tappeti e tutto ciò che c'è di infiammabile perché potrebbe esserci un sovraccarico che provochi scintille, con tutte le conseguenze che questo può portare. Inoltre, non coprite mai le lampade con veli, giornali, indumenti di cotone, ecc.: il calore sviluppato durante l'accensione è molto forte e questi materiali potrebbero andare a fuoco facilmente. Quando pulite le lampade, fatelo sempre con prodotti adatti (magari consigliati dalla casa produttrice) e togliendo sempre la spina dalla presa.

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Che freddo fa

Il frigorifero ed il freezer (o congelatore) sono due elettrodomestici indispensabili nelle nostre case.
Chi veramente riuscirebbe a farne a meno? Sicuramente nessuno. Purtroppo, però, molto spesso vengono usati in modo scorretto, dato che poche persone conoscono alcune semplici regole per risparmiare energia e conservare il cibo in condizioni ottimali.

I

l primo problema da affrontare è sicuramente quello della collocazione di questi due elettrodomestici.
Di sicuro bisognerà scegliere un luogo non colpito direttamente dal sole, lontano da fonti di calore (non accanto al forno o ai caloriferi) e, soprattutto, ad una distanza dalla parete di almeno 10 cm, in modo da permettere alla ventola di raffreddamento, che è di solito montata dietro all’apparecchio, di poter svolgere bene il suo lavoro. Il termostato va regolato su temperature medie (2-3 gradi centigradi è la temperatura migliore); periodicamente bisogna controllare che le guarnizioni aderiscano perfettamente, dato che sono esse che permettono una chiusura ermetica del frigo e del congelatore.

E’ consigliabile non aprire spesso la porta del frigo/congelatore perché si ha una fuoriuscita del freddo prodotto all’interno dell’apparecchio e quindi un maggior dispendio di energia per ritornare alla temperatura; questa raccomandazione vale ancora di più in caso di mancanza di elettricità: meno si apre il frigo/congelatore, più freschi staranno gli alimenti in attesa che l’elettricità ritorni.
Lo sbrinamento dell’elettrodomestico va effettuato appena ci si rende conto che lo strato di ghiaccio depositato sulle pareti è piuttosto spesso (circa 5-7 mm).

Anche la cura degli alimenti può aiutare a gestire in modo ottimale la conservazione degli stessi.
Bisogna ricordare che i cibi ancora caldi non vanno immediatamente in frigo, perché ciò potrebbe inficiare il buon funzionamento del frigo; inoltre, gli alimenti vanno sempre conservati in buste di plastica (ci sono appositi sacchetti per la conservazione in frigo e in freezer degli alimenti) o in contenitori di plastica o di vetro. Non sovraccaricate troppo il frigo, perché scende la temperatura all’interno e non è più garantita la perfetta conservazione.
Da non dimenticare alcune semplici norme igieniche: non mettere mai i cibi crudi accanto a quelli cotti, fare attenzione ad alimenti che potrebbero sgocciolare (come la carne cruda); è sempre meglio, se possibile, cucinare i cibi congelati senza prima scongelarli, in caso contrario meglio scongelarli sempre nel frigo: altri metodi di scongelamento, come la temperatura ambiente ed il forno caldo, potrebbero favorire la formazione dei batteri.
Utilizzare sempre la pellicola per alimenti non grassi, non umidi e che non contengono alcol; preferire, invece, l’alluminio per i cibi grassi ed evitarlo per i cibi acidi.

La corretta disposizione degli alimenti è altrettanto essenziale per la loro perfetta conservazione: collocare in alto le uova (da conservare al massimo per 4 settimane), la carne o il pesce crudi (non più di un paio di giorni) ed i formaggi freschi (5-10 giorni di conservazione); sui ripiani centrali si possono conservare i salumi (solitamente in carta d’alluminio o pellicola, per non più di una settimana) ed i formaggi stagionati (nella carta oleata, cioè quella solitamente data in salumeria, per non più di 2 settimane).
Infine frutta e verdure possono essere conservate nei cassetti in basso, già lavate ed asciugate e riposte in sacchetti traforati per non ostacolare il ricambio d’aria; le verdure e la frutta vanno consumate entro una settimana dall’acquisto, soprattutto perché con il tempo perdono le loro proprietà nutritive.

Per quanto concerne il congelatore, è consigliabile congelare sempre e solo cibi freschi e di buona qualità; se i cibi da congelare sono cotti, aspettare che si raffreddino a temperatura ambiente prima di metterli nel congelatore e, se possibile, non cuocerli completamente.
Se gli alimenti da congelare sono frutta o pesce, è sempre bene lavarli ed asciugarli prima; se sono fette di carne o tranci di pesce, è consigliabile congelare l’alimento in pezzi separati; questo perché in seguito sarà più facile porzionare la quantità desiderata: gli alimenti, infatti, una volta scongelati devono essere consumati tutti.

La regola fondamentale del congelamento è infatti di non ricongelare mai cibi già scongelati. Per una buona conservazione è anche necessario far uscire tutta l’aria dai sacchetti prima di chiuderli e applicare etichette adesive sui contenitori (che riportino il contenuto e la data di congelamento); è bene fare attenzione al sale, perché il congelamento disidrata gli alimenti e, quindi, dopo lo scongelamento i cibi potrebbero risultare troppo salati; non bisogna mai riempire i contenitori fino all’orlo, perché gli alimenti congelati aumentano di volume e rischierebbero di fuoriuscire.
Infine, i contenitori e le buste di plastica vanno poste nelle parti più fredde, dell’apparecchio cioè lungo le pareti nei congelatori orizzontali e in alto nei congelatori a pozzetto.

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Ma che caldo fa!

 

Quest'inverno non è stato eccessivamente freddo, eppure qualche giornata gelida c'è stata. E poi non è ancora detto; la primavera è ancora piuttosto lontana! Come si può stare "al calduccio" a casa propria allora? Ci sono vari metodi, ma non tutti sono convenienti per l'economia domestica ed alcuni non sempre sono sicuri. Vediamoli insieme.

 

Il camino

I nostri nonni lo consideravano, oltre che un modo per riscaldare gli ambienti, anche un luogo di riunione familiare ("focolare", infatti, non vuol intendere solo il camino in sé, ma implica tutta una serie di concetti legati alla vita familiare) e poi lo usavano anche per cucinare, visto che ancora non c'erano le cucine a gas.
Oggi, è un pezzo d'arredamento molto elegante e d'effetto, ma in quanto a riscaldare, la sua funzione non è poi così importante, poiché riscalda essenzialmente solo chi si trova davanti ed ha bisogno di una manutenzione costante, almeno una volta all'anno, per la canna fumaria.


La stufa elettrica

È piuttosto comoda e può essere utilizzata come riscaldamento aggiuntivo, però ha due grossi inconvenienti: potrebbe rivelarsi pericolosa, quindi è meglio spegnerla prima di andare a letto o di uscire, e, inoltre, consuma moltissimo, quindi la bolletta dell'energia elettrica potrebbe risentirne in maniera negativa.


I termosifoni

Ce ne sono di due tipi, in ghisa e in alluminio. Quelli in alluminio, di nuova generazione, si riscaldano molto in fretta, ma non trattengono calore, mentre quelli in ghisa ci mettono più tempo a riscaldarsi, ma trattengono il calore anche parecchio tempo dopo averli spenti. Quindi, in base alle vostre necessità, potrete scegliere se fare installare quelli in alluminio o quelli in ghisa.
È bene, in ogni caso, appendere dei cocci umidificatori per fare in modo che l'aria mantenga sempre la giusta umidità (l'ideale è al 50%). Evitate, invece, di coprire i vostri termosifoni, poiché i copritermosifoni ostacolano la diffusione del calore; è meglio adoperarli soltanto se avete ospiti, per la loro funzione estetica.


…e tutto ciò che è di contorno

Innanzitutto, le pareti; è bene che siano isolate con del cartongesso o della lana di vetro dello spessore di circa 3 cm; questo impedirà al freddo di penetrare verso l'interno del vostro appartamento; se non è possibile applicare lo strato isolante, provvedete a posizionare, sulle pareti esposte a nord, dei mobili, in modo che svolgano loro la funzione isolante.
Poi le finestre: preferite gli infissi di alluminio, magari con doppio vetro, che offrono un buon isolamento termico ed anche acustico. Poiché è sempre consigliato arieggiare le stanze (soprattutto cucina, bagno e stanze da letto), se temete che la stanza si raffreddi troppo, aprite le finestre per 5 minuti ogni 5 ore. Inoltre, se vi accorgete che gli infissi lasciano entrare degli spifferi, potete ricorrere ai vecchi espedienti della nonna: i "salami" di stoffa sono sempre un ottimo rimedio.

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Il silenzio è d’oro

 

Mai detto fu più appropriato, soprattutto quando il caldo si fa opprimente e per cercare un po’ di refrigerio bisogna spalancare le finestre. Lo sanno molto bene le persone che vivono in prossimità degli aeroporti, oppure coloro che abitano sopra un pub o una discoteca o ancora chi lavora in mezzo al traffico, come, ad esempio, i vigili urbani.
 

 

Il livello massimo di decibel da non superare dovrebbe essere 65 durante il giorno e 55 durante la notte, eppure questi limiti vengono abbondantemente superati nella maggior parte delle città italiane. Le città più rumorose? Napoli e Milano, seguite da Roma, Firenze e Torino di giorno, ma la notte i rumori più forti si sentono a Napoli, Roma e Milano.

Ma cosa succede quando sentiamo un suono? Il suono colpisce le cellule ciliate esterne o interne, a seconda dei decibel (fino a 65 entrano in gioco quelle esterne, dopo i 65 quelle interne). Oltre i 100 decibel le cellule ciliate recepiscono il suono come fastidioso e come doloroso oltre i 130 decibel. Il vero problema è che l’esposizione continuata e costante a decibel oltre soglia consentita rischia di mettere in pericolo l’udito umano. La parte più colpita è il cosiddetto organo del Corti, sede delle cellule ciliate, racchiuso all’interno della chiocciola. Un’esposizione costante e cronica al rumore già di circa 85 decibel può essere dannoso a lungo, soprattutto se questi rumori sono di una frequenza che si aggira tra i 3000 ed i 6000 hertz.

Per evitare questi problemi è necessario eliminare la causa del rumore assordante, effettuare una diagnosi precisa dell’eventuale danno acustico in modo da attuare poi una terapia adeguata al tipo di danno rilevato. Nei casi più gravi sarà necessario optare per una protesi computerizzata.
Per quel che riguarda la prevenzione, invece, è utile fare in modo da tenere sotto controllo eventuali fattori di rischio; ad esempio, controllare la pressione arteriosa, che potrebbe aggravare il danno, oppure evitare sostanze che possano danneggiare l’udito, quali fumo, alcol ed altri particolari farmaci. Inoltre, ed è la cosa più importante, fare in modo che si verifichino tutte quelle situazioni atte a prevenire l’inquinamento acustico: indossare protezioni durante il lavoro, ascoltare la musica e guardare la televisione a volume non troppo alto, parlare a voce bassa, ecc. Un’altra protezione, in casa questa volta, è l’installazione di doppi vetri, che riducono di 20 decibel il rumore proveniente dalla strada, quali clacson, aerei, antifurti, ecc.; questo ovviamente vale per l’inverno o se avete in casa un condizionatore; in altri casi, sarà più difficile mantenere le finestre chiuse con il caldo.

E allora bisogna agire all’origine della problematica ed educare i giovani a non inquinare acusticamente, insegnando loro ad ascoltare la musica ad un volume consentito, a non urlare quando discutono con i compagni e, soprattutto, ad avere rispetto per lo spazio altrui, che è alla base di tutte le moderazioni, e quindi anche di quella acustica.

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L'inquinamento elettromagnetico

 

 

 

 

L'uomo è stato sempre circondato da invisibili campi di forza di origine naturale: il campo magnetico della terra, del sole, le scariche elettriche che si propagano durante i temporali, e persino la luce ed il calore possono essere definiti campi elettromagnetici.
Mentre questi campi sono innocui per l'organismo umano, l'inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) è rappresentato dall'alterazione di questo livello naturale. Il problema sollevato in questi ultimi anni viene dal fatto che, con lo sviluppo tecnologico, il normale livello di emissione elettromagnetica si è innalzato così tanto da diventare una minaccia per la salute; nelle zone ad alta concentrazione umana la presenza di campi elettromagnetici nocivi è molto alta, e attualmente non si sa ancora con certezza cosa questo comporti sull'uomo e sull'ambiente a breve come a lungo termine.

 

L'elettrosmog e la salute

Secondo recenti studi, l'esposizione dell'organismo umano a una fonte di campi elettromagnetici (ad alta o bassa frequenza) può causare una serie di disturbi, cronici o acuti, a carico del sistema uditivo (disfunzioni, ronzii e rumori anomali nell'orecchio), dell'occhio (irritazione o alterazione del cristallino) e del sistema riproduttivo maschile (riduzione nella produzione degli spermatozoi e calo del desiderio). L'Istituto Superiore della Sanità parla addirittura di una correlazione tra sovraesposizione ai campi magnetici e insorgenza della leucemia infantile. Sono attualmente allo studio, infatti, casi di tumore insorti in persone che abitavano vicino ad installazioni radar.
Da ciò si può intuire quanto sia importante limitare al minimo la propria esposizione ai campi magnetici.


L'elettrosmog in casa

La casa dovrebbe essere un rifugio, il luogo del riposo e del benessere. Molto spesso non è così: l'inquinamento (di ogni genere: dell'aria, acustico...) raggiunge anche le mura domestiche, inficiando tutte le attività di relax e rigenerazione necessarie per una vita sana, come ad esempio il sonno e l'alimentazione.
L'elettrosmog è molto frequente nelle case moderne, ed è dovuto a due fattori principali:

  • fattori esogeni: la casa si trova vicino (meno di 2 km) a linee elettriche ad alta tensione, impianti radar ad alta potenza, ripetitori (televisivi, radiofonici o di telefonia mobile) e stazioni di alimentazione elettrica per le ferrovie e le case;
  • fattori endogeni: l'impianto elettrico della casa (e degli apparecchi in essa presenti) non è adeguatamente schermato.

Nello scegliere una casa nuova, fare attenzione a questa distanza di sicurezza dalle grandi fonti di emissione elettromagnetica.


Consigli per la casa

  • Chiedere al proprio elettricista di collocare in tutto l'impianto elettrico degli interruttori speciali, che inibiscono il passaggio di corrente quando non è richiesta, specialmente nelle camere da letto;
  • acquistare soltanto apparecchi elettrici a norma CE;
  • non collocare tutti gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche in un'unica stanza: si creerebbe una dannosa concentrazione di elettromagnetismo;
  • evitare che i soggetti sensibili (bambini e anziani) stiano troppo vicini agli elettrodomestici in funzione, fonte di eccellenza delle emissioni elettromagnetiche domestiche;
  • ridurre al minimo i tempi di effettiva esposizione ad un'apparecchiatura elettrica (forno, computer...);
  • attenzione agli asciugacapelli e ai rasoi elettrici: emettono un elevato campo elettromagnetico, soprattutto a breve distanza, per cui sarebbe consigliabile utilizzarli per il minor tempo possibile.


Il telefono cellulare

In questo campo regna una forte confusione, e gli studi in merito si succedono freneticamente, rubando titoli sui quotidiani e smentendosi l'uno con l'altro.
E' stata tuttora dimostrata una correlazione tra eccessivo uso di telefoni cellulari e una certa diminuzione della memoria, soprattutto quella a breve termine.
In ogni caso, il telefono cellulare provoca un forte campo elettromagnetico proprio all'altezza del cervello causando, dopo una lunga conversazione, un aumento di uno - due gradi della temperatura dell'encefalo, con ripercussioni non ancora ben chiarite.

E' giusto quindi limitarne molto l'utilizzo (che è già sconsigliato, per ovvie ragioni, ai portatori di pace-maker), preferendo i modelli con l'antenna estraibile (che tiene un pò più lontane le radiazioni dalla testa), usando un sistema viva-voce (raccomandabile soprattutto in automobile, sia per obbligo di legge che per sicurezza: il calo di attenzione durante la conversazione rallenta i riflessi e aumenta il rischio di incidente) e preferendo i modelli GSM ai vecchi ETACS.

 

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Le sostanze pericolose in casa

 

L’igiene della persona e della casa sono due elementi irrinunciabili per chiunque. Eppure, spesso, non sapendolo, utilizziamo sostanze che possono essere estremamente pericolose. Questo non accade tanto per i prodotti di igiene personale, sebbene spesso possono essere tossici o irritanti, quanto per quelli utilizzati per la pulizia di pavimenti, biancheria e suppellettili varie.

 

I vari prodotti
Questi prodotti, infatti, spesso sono veri e propri abrasivi o acidi, estremamente dannosi all’organismo e, quindi, potenzialmente pericolosi per i componenti della famiglia: è assolutamente necessario conservarli in scaffali alti, fuori dalla portata dei bambini, i quali, per innata curiosità, potrebbero aprirli ed annusarli o addirittura berli.
Queste sostanze vanno anche maneggiate con cura: ci sono prodotti ustionanti o irritanti che vanno utilizzati indossando guanti di gomma, perché il solo contatto con la pelle potrebbe provocare problemi cutanei, arrossamenti, eritemi e, nei casi più gravi, perfino leggere ustioni.
Assolutamente da evitare è il travaso di prodotti pericolosi in contenitori non idonei; ad esempio, può capitare che si travasi della candeggina in una bottiglia e la si lasci in giro, dove chiunque potrebbe scambiarla per acqua. Queste situazioni mettono a serio repentaglio l’incolumità di chi vive in casa; inoltre, non permettono di capire il prodotto travasato a cosa serve e che caratteristiche ha, rendendolo così non soltanto pericolo ma anche inutilizzabile.
È bene, poi, controllare sempre, dopo un po’ di tempo dall’acquisto, lo stato di conservazione delle confezioni. Talvolta, può capitare che, per vicinanza di qualche agente corrosivo o per intemperie la confezione possa deteriorarsi spandendo il contenuto all’esterno. Questa evenienza è pericolosa per diversi motivi: innanzitutto, se si trova accanto ad altri prodotti che possono interagire, si può scatenare una reazione pericolosa; inoltre, chi normalmente fa uso dei prodotti di igiene per la casa può trovarsi a contatto con la sostanza fuoriuscita senza sapere se è corrosiva o irritante per la pelle.

In ogni caso, il primo passo per la prevenzione di incidenti provocati da queste sostanze è la buona conoscenza delle etichette. Alcune sono molto conosciute, altre meno.

Esplosivo
Un prodotto esplosivo viene segnato con il simbolo di una bomba nera che esplode su fondo arancione. Solitamente si tratta di prodotti chimici che possono esplodere in presenza di fiamme o più semplicemente per urti e colpi. In questo caso, bisogna fare attenzione al trasporto e alla conservazione del prodotto.

Infiammabile
Il prodotto infiammabile si distingue per il simbolo di una fiamma nera su sfondo arancione. Si tratta di sostanze chimiche che possono avere diversi gradi di infiammabilità (che vanno da facilmente ad estremamente infiammabile) e che quindi vanno tenuti lontano da qualsiasi fonte di calore, scintille, fiamme o similari. E’ consigliabile anche conservarli in un armadietto apposito, possibilmente all’aperto, insieme ad altri prodotti simili.

Comburente
Il prodotto comburente si distingue con il simbolo di un cerchio nero e da una fiamma sulla sua sommità in campo arancione. Queste sostanze interagiscono fortemente con le sostanze infiammabili e provocano incendi difficili da sedare. L’accortezza maggiore è quindi quella di tenerli lontani dai prodotti infiammabili.

Nocivo
I prodotti nocivi sono rappresentati da una grossa X nera su sfondo arancione. Queste sostanze sono molto pericolose, poiché l’ingestione, l’inalazione ma anche l’assorbimento attraverso la pelle possono causare danni anche gravi dall’organismo. Per alcuni di questi prodotti potrebbe esserci l’eventualità di essere esposti a sostanze cancerogene.

Tossico
Un prodotto tossico è distinto dal simbolo del teschio su due tibie incrociate su sfondo arancione. I prodotti tossici sono i più pericolosi in assoluto poiché, i rischi che si corrono ingerendo, inalando o comunque assorbendo queste sostanze anche attraverso la pelle possono essere potenzialmente letali. È quindi importante che per l’utilizzo di queste sostanze si prendano le dovute precauzioni.

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