| I primi motori elettrici

Galileo Ferraris

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La qualità che rende preziosa l'elettricità è la
facilità con cui può essere trasportata. Basta una coppia di fili e la
corrente arriva dove serve. Un'altra caratteristica dell'energia elettrica è
la facilità con cui può essere trasformata in altri tipi di energia. Il
motore elettrico, che trasforma l'energia elettrica in energia meccanica,
pur essendo utilissimo si è sviluppato abbastanza tardi. I tecnici erano
scettici sulla possibilità di costruire motori dal rendimento accettabile.
Quando, sulla scia delle lampade a incandescenza, l'energia elettrica scese
di presso, fu la convenienza e non il rendimento a diffondere l'uso del
motore elettrico.
Il principio teorico fu dimostrato da Farday nel 1821 ma solo nel 1873
Gramme e il socio Fontaine presentarono a Vienna una dinamo che funzionava
altrettanto bene come motore.
Le centrali elettriche, dal 1882, fornivano per la maggior parte corrente
alternata, c'era quindi bisogno di un nuovo motore che fu soddisfatto nel
1888 da Nicola Tesla (1856-1943). Probabilmente i primi motori a induzione
efficienti furono quelli costruiti a Zurigo nelle officine Oerlikon da
C.E.L.Brown.
Nel 1891 apparve il motore sincrono.
La prima ferrovia elettrica apparve in Germania a Lichterfelde nel 1881 e fu
costruita da Siemens. Nel 1883 entrò in funzione il treno elettrico a
Porrush in Irlanda. Per la trazione erano usati motori a corrente continua.
I perfezionamenti di questo motore sono dovuti a Gramme, a Edison, a Siemens
e all'italiano Antonio Pacinotti (1841-1912).
Nella storia del motore elettrico ha particolare importanza la figura di
Galileo Ferraris (1841-1897). Egli nel 1885 ebbe la geniale intuizione del
campo magnetico rotante generato da un induttore polifase fisso. Questo
campo polifase produce correnti in un indotto mobile. L'azione
elettrodinamica
fra campo magnetico e correnti dà origine alla coppia meccanica
(motore asincrono).
G.Ferraris non volle brevettare la sua scoperta. |