Questo notizie e documentazioni sono state  raccolte da:

Com@r Service   sas  

 VIA G. B. Lulli 13a   50144    Firenze    tel. 055/321.66.60    fax 055/35.26.86     info@comarservice.it

IMPIANTISTICA, RISTRUTTURAZIONI E SERVIZI

immobiliari e commerciali

 

I primi motori elettrici

Galileo Ferraris

Galileo Ferraris

 

 primo motore

terzo motore

 

 

La qualità che rende preziosa l'elettricità è la facilità con cui può essere trasportata. Basta una coppia di fili e la corrente arriva dove serve. Un'altra caratteristica dell'energia elettrica è la facilità con cui può essere trasformata in altri tipi di energia. Il motore elettrico, che trasforma l'energia elettrica in energia meccanica, pur essendo utilissimo si è sviluppato abbastanza tardi. I tecnici erano scettici sulla possibilità di costruire motori dal rendimento accettabile.
Quando, sulla scia delle lampade a incandescenza, l'energia elettrica scese di presso, fu la convenienza e non il rendimento a diffondere l'uso del motore elettrico.
Il principio teorico fu dimostrato da Farday nel 1821 ma solo nel 1873 Gramme e il socio Fontaine presentarono a Vienna una dinamo che funzionava altrettanto bene come motore.
Le centrali elettriche, dal 1882, fornivano per la maggior parte corrente alternata, c'era quindi bisogno di un nuovo motore che fu soddisfatto nel 1888 da Nicola Tesla (1856-1943). Probabilmente i primi motori a induzione efficienti furono quelli costruiti a Zurigo nelle officine Oerlikon da C.E.L.Brown.
Nel 1891 apparve il motore sincrono.
La prima ferrovia elettrica apparve in Germania a Lichterfelde nel 1881 e fu costruita da Siemens. Nel 1883 entrò in funzione il treno elettrico a Porrush in Irlanda. Per la trazione erano usati motori a corrente continua. I perfezionamenti di questo motore sono dovuti a Gramme, a Edison, a Siemens e all'italiano Antonio Pacinotti (1841-1912).
Nella storia del motore elettrico ha particolare importanza la figura di Galileo Ferraris (1841-1897). Egli nel 1885 ebbe la geniale intuizione del campo magnetico rotante generato da un induttore polifase fisso. Questo campo polifase produce correnti in un indotto mobile. L'azione elettrodinamica
fra campo magnetico e correnti dà origine alla coppia meccanica (motore asincrono).
G.Ferraris non volle brevettare la sua scoperta.


 

 

                                                                                          


 

      INDIETRO