il "MURETTO"
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"riflessione sugli uomini delle caverne"
di Stefano Benni.
Si dicono moderni,
ma in realtà vogliono
riportare il mondo indietro di milioni di anni.
Sono gli uomini delle caverne, gli
estremisti del nuovo potere
economico .
La loro mentalità è
paleolitica : il
mondo è del più forte, la clava è il profitto, e
la terra è una preda.
Si distinguono
perché si battono minacciosamente il petto gridando lo
slogan: “Grandi
lavori“. Amano scavare nuove caverne e
gallerie per farci passare
un supertreno superveloce ma non sanno costruire un
normale, decoroso treno per
i pendolari. Perché una delle loro
paleobugie è questa :
una cosa fatta male
che va più in fretta è
meglio di una cosa fatta bene che va più piano.
Sono eiaculatori precoci,
che non ce la fanno a godere del mondo.
Stupidi e avidi,
pitecantropi e pidueantropi,
insistono in un progetto ormai fallito, un modello di sviluppo
che non riesce più a progredire, ma solo a
riportare indietro la
qualità della vita di tutti.
Grugniscono: “non ci lasceremo intimidire”,
si dicono moderni e chiamano gli altri arretrati.
Togliamogli dalla bocca questa bugia.
Arretrato è chi
sceglie il progetto che piace agli
affaristi e ai mafiosi.
Moderno è chi sceglie il
progetto migliore.
Arretrato è chi fa
propaganda a ciò che ha già deciso, come tutti i vecchi
dittatori.
Moderno è chi lo fa
discutendone prima.
Fare il
ponte di Messina è
una cazzata ducesco- neroniana.
Mettere a posto le ferrovie
dei pendolari, la Salerno-Reggio Calabria, lo
svincolo di Mestre e
la tangenziale di Milano, rifare gli acquedotti , gli argini e
i porti, questo sarebbe
moderno.
Vendere un
biglietto dove è segnata
un’ora in meno da Milano a Napoli e poi fare
tre ore di ritardo, è
un vecchissimo trucco.
Arrivare in orario da Milano
a Napoli sarebbe una trovata modernissima.
Emmenthal Lunardi
non è moderno, gli appalti agli amici sono vecchi come il
mondo. Ed è vecchio opportunismo essere un giorno
europeista e un giorno
devoluzionista.
I valsusini non solo
contestano la Tav, ma fanno
anche proposte. Hanno dell’economia
una visione molto più moderna e complessa rispetto agli
uomini delle caverne.
Saper riconoscere i punti critici della storia, quella dove il progresso si incrina e si rompe, è opera di alta ingegneria.
I vecchi cavernicoli almeno avevano un alibi: dovevano imparare tutto ogni giorno. Questi invece non hanno imparato e capito un c...o.
Continuano a fare
miliardi con la spremuta di
dinosauro, il
petrolio preistorico, e non glie ne frega niente di
pensare a cosa accadrà quando sarà finito.
Per questo gli uomini delle caverne sono
furibondi: perché
hanno di fronte una civiltà
superiore. Gente che sa vedere
il mondo come un organismo vivo, non come a una materia prima, e
sa pensare a un futuro. Perciò
mille volte più moderni e realisti di loro.
E adesso,
pitrecantropi onorevoli e/o affaristi, andate pure nel
vostro ristorante preferito
a mangiare la tartare di mammuth, a parlare di
dividendi, a far
bancarotte e speculazioni.
Ma dalla manica della giacca
blu, spunta il pelo.
Chiamatevi col vostro nome: siete uomini delle caverne quotati in borsa, negli ultimi anni avete scavato un tunnel , e adesso non sapete come uscirne. Usate pure la clava e il manganello , ma non dite che è in nome del progresso."
Stefano Benni, il lupo.
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